Gobino e il Giandujotto Torinese

Gobino e il Giandujotto Torinese

Chi viene a Torino non può non far conoscenza di Gobino, padre indiscusso del giandujotto torinese e del buon cioccolato.

Guido Gobino è il fondatore dell’omonima azienda cioccolatiera nata nel capoluogo piemontese a metà del 900 dopo una lunga esperienza nella raffinazione del cacao. Oggi con le sue tre botteghe in città è tappa fissa per migliaia di turisti che vogliono assaggiare le sue specialità.

Giandujotto e crema Gianduja sono i suoi punti di forza, il primo è il cioccolatino simbolo della regione, con la sua forma a trapezio e la classica carta dorata o argentata, la seconda è una crema spalmabile a base di nocciole. Il Giandujotto come prodotto nasce nella seconda metà dell’800 a forma di lingotto d’oro, da un mix di cacao e nocciole delle Langhe, le nocciole vengono tostate direttamente nei laboratori Gobino.

Oltre a queste due prelibatezze nelle loro botteghe potete trovare e gustare, grazie alla presenza di dehor e tavolini, anche cremini, praline e tavolette ai più svariati gusti, tutti fatti e impacchettati a mano.

In particolare il giandujottino Maximo 39 viene prodotto solo da ottobre a marzo, poiché contiene più del 39% di nocciole. Mentre il giandujotto è presente solo in 3 varianti: classico, tourinot e maximo; i cremini li potete trovare in diversi gusti: classico, fondente, cappuccino, caramello, sale (premiato più volte), con varie ganache (extra fondente, alla nocciola, al bitter, alla vaniglia, al cappuccino, al pistacchio e molto altro ancora). La scelta non manca, neanche in caso capitiate in città d’inverno e vogliate gustarvi una cioccolata calda.

Altre prelibatezze da provare sono i Vernuij, una reinterpretazione dei cuneesi (gli amaretti della provincia di Cuneo) al rhum, con meringa e cioccolato extra bitter, disponibile anche con la copertura al cioccolato bianco, le scorzette di arancia e limone candite per i gusti più decisi e i fogli nocciolati, ovvero tavolette di cioccolato finissimo alle nocciole con frutti rossi, bacche di goji, mandorle o albicocche. La particolarità di queste tavolette è vedere come la frutta spunti a pezzi tra il cioccolato rendendolo ancora più goloso. La bottega più famosa si trova in via Lagrange, in una posizione super centrale, a due passi dal Museo Egizio ed è aperta tutto l’anno.